Giovanni Albanese
(Italy) |
Artist by Invitation
Artista ad Invito
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LO SCARTO SENZA RIFIUTO
Gianluca Marziani
“Sabbie mobili” è un lavoro del 1992, in perfetta sintonia con le istanze etiche della nostra piattaforma progettuale. Giovanni Albanese dimostrò da subito il valore di una riflessione muscolare e al contempo mentale, una sorta di geografia instabile e randomica, simile a quanto avviene sul nostra Pianeta quando le persone aggrediscono il corpo generoso della Natura.
A giudicare dalle sue sculture spiazzanti, improvvise come sorrisi lunatici nella notte senza luna, la creatività di Giovanni Albanese riaccende l’energia, poetica e dissacrante, del grande Pino Pascali. Entrambi pugliesi, per nulla intimoriti dalle contaminazioni linguistiche, mostrano nelle opere una libidinosa passione per gli oggetti in disuso, la ferraglia, le cose di uso casalingo. Con Pascali nascevano bachi giganti dagli scovoli di setole acriliche, liane forestali dalle pagliette da cucina, pezzi di mare da vasche geometriche riempite di acqua e anilina.
Con Albanese abbiamo padelle usate, pedali di bicicletta, tubi, fanali dall’occhio furbo, zuppiere di rame, un sellino in cuoio, recipienti in plastica… una volta assemblati con la precarietà inestimabile della grande scultura, ne escono personaggi che fondono il lato ironico del cyberpunk e una versione domestica del manga nipponico.
Prima di loro esistevano gli “oggetti fiammeggianti”, una squadra di sedie, tavoli, quadri ma anche un pianoforte a coda, veri e propri scheletri in ferro ricoperti da lampadine cimiteriali a luce arancione. Sembravano forme dal fuoco perenne, strani oggetti vivi dall’energia ipnotica. Che oggi si affiancano a questi ed altri guerrieri fai-da-te, figli senza meta in un mondo che li rende ansiosi e futuribili, comici e al contempo tragici...
Di recente sono cambiati alcuni codici ma non l’approccio verso il materiale. Molte sculture usano manichini e pupazzi che indicano una crescente centralità della figura umana. Si tratta di personaggi scomodi, obiettivi sensibili della societa contemporanea. Prendiamo i talebani, figure paradigmatiche e controverse nel comune immaginario… …Sono sculture danzanti con qualcosa di scardinante nel loro DNA. Intanto parlano di argomenti caldi dei nostri giorni, toccando le zone terroristiche ma senza derive macabre o facilmente riconducibili. Usano l’ironia e il gesto impensabile per raccontarci qualcosa del mondo attraverso il segno fisico della scultura. In un solo istante ribaltano la retorica che i media incollano ad un generico sistema estetico…
Albanese sceglie gli scarti per levarli al destino crudele del rifiuto. Riusa, combina, riassembla, unisce e disvela, agendo con la coscienza morale di chi adotta la responsabilità estetica in un ambiente complesso come il mondo reale. |
Sabbie Mobili |
Sabbie Mobili |
Sabbie Mobili |
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Photos:
Claudio Abate |
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