Carmelo Dario Rugolo
Falcone (Italy) |
In Contest / Scultptures
In Concorso / Sculture |
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TRINACRIA SATELLITE DEL MEDITERRANEO
Osservare l’opera di Dario Rugolo vuol dire accorgersi facilmente che essa offre diversi spunti particolarmente dal punto di vista della materialità e dalla capacità di impatto visivo.
I materiali di riciclaggio recuperati e riutilizzati sono frammenti di ferro ottone, assemblati e saldati insieme in una composizione che risulta possedere ed esprimere la stessa potenzialità che l’esperienza fisica del metallo grezzo esprime ed imprime nella coscienza primordiale degli umani.
La Trinacria è stata sviluppata favorendo la valorizzazione del metallo crudo trattato con il flessibile e posto in opera con la saldatrice: smerigliando il ferro fino a fargli raggiungere toni e sfumature dal grigio al nero lucenti, eppure a tratti torbide.
Gli elementi si distribuiscono secondo un moto ascensionale, dalla base fino ad interrompersi a circa 2 metri d’altezza, seguendo tre linee principali nella cui verticalità si inseriscono moduli ripetuti di quadrati e cerchi, che si alternano in una serie di pieni e vuoti.
La Trinacria Satellite del Mediterraneo sfugge alla figuratività tranne che per la stilizzazione delle tre gambe della Trinacria tradizionale, unici elementi riconoscibili, superstiti alla fine del processo di rielaborazione del simbolo, e si sviluppa secondo un’ottica prevalentemente bidimensionale-frontale.
Si può affermare che la volontà dell’autore è quella di trasmettere quello che potremmo definire un “ pathos materiale”, il desiderio di mantenere vivo l’impatto figurativo dell’opera attraverso un rapporto con la materia volontariamente non edulcorato.
Ciò significa principalmente lavorare sul ferro grezzo senza modificarne le caratteristiche specifiche, una capacità di mantenere un contatto istintuale e primitivo con l’arte a partire dalla materia prima, per poi approdare al concetto finale.
di Dario Rugolo
critica a cura di Michela Ruggeri
TRINACRIA SATELLITE DEL MEDITERRANEO
Observing the work of Dario Rugolo it is easy to notice that it offers different ideas, particularly in terms of materiality of visual impact.
Materials are recovered by recycling and reusing fragments of brass and iron; assembled and welded together in a composition to make us feel the experience that raw metal imprints in the primordial human consciousness.
Trinacria was generated by exalting raw metal treated with grinder and put together with the welder; grinding the materials to give them tones and shades, from gray to shiny black; yet at the same time cloudy.
The elements are distributed according to an upward motion; From the bottom to break up at about two meters high, a long three main lines in which, vertically, fit various modules of squares and circles, alternate in a succession of full and empty.
In this sculpture you can see the stylisation of the three legs of the traditional Trinacria; at the end the only elements surviving the process of rework of the symbol.
We can say that the author wants to transfer to us a “material pathos” to keep alive the figurative impact of his work; through a performance voluntarily no-softened.
This mainly means, working on the rough iron without losing his qualities; maintaining a primitive contact with arts, beginning from the raw material to the final concept.
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Trinacria Satellite del Mediterraneo
2008
dim. 230x150x75 cm
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