LA ZONA - mista - 2008
OPUS ZERO
LA ZONA
Con questo lavoro abbiamo voluto rappresentare la qualità di bene prezioso, sacrale, dell'acqua attraverso la rappresentazione della sua mancanza.
Abbiamo pensato di rappresentare un pezzo di muro e di aprirlo per portarne alla luce la rete nascosta di tubi, le connessioni. Il muro è stato ricreato in una scatola con una serie minuta di apposizioni e piccole ricreazioni prendendo spunto e materia dallo studio dove abbiamo lavorato e dal suo piccolo giardino.
E' una terra secca e definitivamente inaridita quella che viene rappresentata nel riquadro dorato della cornice, un microcosmo di mondo rappresentato nella minuzia meticolosa della finzione nei resti essiccati di sabbia e calcina nei piccoli segni del tempo che sono applicati come tacche di memoria per appuntare il suo passaggio sulle superfici di questo iatus, sulle non pareti di questo piccolo mondo dove l'esterno e l'interno sono uguali nella loro monotona ripetizione di tracce fossili, di piccole impronte, di bave secche, di muffe. Abbiamo aggiunto alla fine del lavoro un vetro e lo abbiamo sigillato per sottolineare il valore sacrale di teca del contenitore.
L'acqua che è il tema che sottende questo lavoro manca del tutto. Non è rappresentata, è stata abolita. E' un secco definitivo, interiore che viene trasmesso alla vista di chi osserva, anche le tracce apparenti di acqua nelle ruggini, nelle muffe screpolate, sono finte, l'acqua non c'è mai stata, le cisterne crudelmente sezionate non hanno mai potuto accogliere l'acqua perchè sono fuori linea dal tubo che le avrebbe dovuto alimentare. Un paesaggio desolato e abbacinato si apre allo sguardo di chi vede. Anche il suono delle parole sembra si sia depositato come polvere calcinata sulle strutture interne.
E' in quest'ora, quando la speranza è finita che appare agli occhi assetati del viandante l'acqua della speranza e della buona salute come dicono le antiche leggende, il miraggio che nasce dalla nostra più profonda fonte interiore. L'idea dell'acqua, più potente, più appagante di qualunque sua rappresentazione sgorga dal nostro desiderio, è imprigionata dentro questa teca sacrale, dicono gli autori. Solo per chi sa vedere, poichè è un bene prezioso..
THE ZONE
from OPUS ZERO (Filippo Piferi, Giuseppe Viglione)
We're surrounded by water that courses both quickly and sluggishly
through the network hidden within the walls of our homes. Like blood
in our veins, we don't see it. We're not aware of its precious
presence. The objective of this piece is to evoke the image of this
water through the recognition of its total and definitive absence. The
old mortar remains and pipes covered in rust are all that we are able
to see.
What we imagine, on the other hand, is exactly what we need: a
treasure enclosed within a cherished jewel box.